[TUTTI MATTI PER GLI ARTISTI] UN REBUS IN COPERTINA

Posted by on nov 10, 2014 in News | No Comments
[<span class="caps">TUTTI</span> <span class="caps">MATTI</span> <span class="caps">PER</span> <span class="caps">GLI</span> <span class="caps">ARTISTI</span>] <span class="caps">UN</span> <span class="caps">REBUS</span> <span class="caps">IN</span> <span class="caps">COPERTINA</span>

“Una tavola su carta lavo­rata a penna ad inchiostro liq­uido, 192 caselle che ritrag­gono ognuna una cosa, un momento, un’emozione diversa.” Michele Guidarini, artista ami­atino, ded­ica al prog­etto di Tutti Matti per l’Arte Rebus, la sua opera più complessa.

Il suo gesto artis­tico è sfruttare a modo pro­prio quello che è già stato sfrut­tato da altri. Da questa asso­luta certezza si con­cretizza l’arte, astratta, asso­lu­ta­mente inte­ri­ore quasi fosse un sen­ti­mento di Michele Guidarini. Artista ami­atino oggi sulla cresta dell’onda di un suc­cesso arrivato dopo un peri­odo di fer­til­ità artis­tica,  Michele, è tra i soggetti che fin dall’inizio ha cre­duto all’importante prog­etto di Tutti Matti per l’Arte e che fin dalla sua nascita ha cer­cato sem­pre di inter­cettare sull’intero ter­ri­to­rio nazionale, artisti dal tratto geniale. Dopo un peri­odo di studi all’accademia delle arti e del dis­egno oggi Michele col­lab­ora su più prog­etti di comu­ni­cazione. Michele ha rilas­ci­ato per i let­tori della rubrica “Tutti matti per gli Artisti” un’inedita inter­vista. Il per­son­ag­gio che emerge è quello di un artista non stereoti­pato, piut­tosto affossa i cliché e dichiara: “l’artista è colui che fa del suo modo di pen­sare un’arte”.

- Conos­ci­amoci meglio Michele, per­ché nella vita hai deciso di fare l’artista?
In realtà non è stata una deci­sione, non è stata una scelta tra fare questo o altre cose. Ho solo preso coscienza di quello che mi veniva nat­u­rale fare e che mi appa­gava. Non ricordo il giorno che ho com­in­ci­ato a dis­eg­nare, a scaraboc­chiare, ma solo il momento in cui mi sono reso conto che quella era la mia strada, la mia vita. L’arte non si impara, non si decide, l’arte si sente ed al punto che ne sen­ti­amo la neces­sità e ne siamo con­sapevoli, colti­varla seguendo le strade che si rep­uta migliori per tirare fuori le pro­prie poten­zial­ità nell’applicarla. Le uniche deci­sioni che ho preso, sono state quelle di appro­fondire la mia pas­sione ded­i­can­dogli il giusto tempo con lo stu­dio ed il lavoro.Ed eccomi qua, ancora a lavo­rare ed anal­iz­zare i canali giusti per recar­gli il val­ore che per me ha.

 -  Cosa ti ha spinto ad iniziare una col­lab­o­razione con il prog­etto Tutti Matti per l’Arte?
Sono molto legato a questo prog­etto. In qualche modo lo sento molto vicino al mio back­ground, di cui Lo Scoiat­tolo si è preso la giusta cura durante la sua fan­tas­tica crescita. Tutti Matti per l’Arte nasce da un’idea di Fil­ippo Raffi che tut­tora la porta avanti con grande spir­ito e con l’obiettivo di ren­derlo un grande prodotto a liv­ello nazionale, in me ha trovato il giusto con­fronto e sostegno per­ché l’idea potesse essere incu­bata. Quando abbi­amo iniziato, essendo io nei cir­cuiti artis­tici, abbi­amo avuto l’opportunità di uscire allo scop­erto con nomi conosciuti dell’arte ital­iana e non solo, chiara­mente par­liamo di artisti emer­genti che come me hanno il loro peso speci­fico, piut­tosto conosciuti nel panorama nazionale e oltre­con­fine. Poter con­tin­uare a col­lab­o­rare a questo prog­etto, da artista, è un grande onore. A volte è curioso il modo con cui mi rap­porto con Tutti Matti per l’Arte, per­ché posso scrutare, anal­iz­zare, apprez­zare questo prog­etto sotto diversi punti di vista, quello dell’ideatore, del col­lab­o­ra­tore, dell’artista, del fruitore finale! Una visione a 360 gradi. E posso dire che ogni volta che cresce, sviluppa o sale di liv­ello qual­i­ta­tivo mi rende felice da ogni angolazione.

- Quali delle tue opere con­di­viderai con questo prog­etto della Lega­to­ria Lo Scoiat­tolo?
Ho deciso di con­di­videre una tavola che fa parte di un prog­etto a cui sto lavo­rando da tempo, un prog­etto molto impor­tante che ho las­ci­ato ha riposo in vista di pos­si­bil­ità di sviluppo a liv­ello espos­i­tivo. Il prog­etto si chiama Rebus, provvi­so­ri­a­mente. L’opera è una tavola su carta lavo­rata a penna ad inchiostro liq­uido. Questa tavola è com­posta da 192 caselle che ritrag­gono ognuna una cosa, un momento, un’emozione diversa. è un grande lavoro, forse quello a cui ho ded­i­cato più tempo per ter­mi­narlo. Questo lavoro nasce per vivere da con­teni­tore di tempo, di sto­rie. Lo spet­ta­tore diventa la ped­ina man­cante, è colui che anima il tratto, che mette in fila il caos del Rebus, che rac­conta la sto­ria e la rende propria.

- Par­laci della tua arte: cos’è per te arte e in quali forme le declini?
Per me l’arte è lo stru­mento più forte di comu­ni­cazione e di mag­giore impatto che esista. L’arte rac­conta la sto­ria, ci rac­conta l’evoluzione, il pas­sato, il pre­sente e dà seg­nali del futuro. Ci fa trovare il tempo di riflet­tere, di fare delle domande, dei per­ché di ogni cosa sulla terra ed ogni emozione den­tro di noi. Sono par­ti­co­lar­mente legato all’arte per­ché solo attra­verso questa riesco ad esprimere quello che nes­sun suono di nes­suna parola possa comu­ni­care. Ho bisogno dell’arte, è un bisogno, non è un pas­satempo. L’artista non è colui che con­duce una vita artis­tica, è quella per­sona che fa del suo modo di pen­sare un’arte. è quello che rende mate­ria i pen­sieri ed i sen­ti­menti. Per quanto riguarda il mio lavoro, non riesco bene ad iden­ti­fi­carmi in un filone artis­tico o ad un col­let­tivo unito da un tipo di pen­siero pre­ciso. La mia evoluzione nel tratto è molto per­son­ale, chiara­mente sti­mo­lata dai mille impulsi che ho avuto nel corso delle mie espe­rienze artis­tiche, quali studi, mostre, amici artisti, etc… Comunque in tutto questo, sin dall’inizio, il mio lavoro è sem­pre stato molto pit­torico. Molto illus­tra­tivo e stret­ta­mente legato in qualche maniera al dis­egno a tratto. Come pit­torico si intende la cat­e­go­ria che sta in alto e rac­chi­ude tutte le dis­ci­pline artis­tiche che fanno uso di stru­menti che las­ciano un segno in qual­si­asi sup­porto il quale prodotto finale è un’opera a due dimen­sioni (2D). Dopodiché c’è ancora una sot­to­cat­e­go­ria che è quella del pro­prio stile per­son­ale. Il mio modo di fare arte è carat­ter­iz­zato da una man­canza di pro­porzione, armo­nia e schemi nei soggetti che illus­tro. Abi­tano un mondo dis­torto (che per me rap­p­re­senta il succo di quello reale, con­tem­po­ra­neo), tor­men­tato, sub­ur­bano, agi­tato, oppresso. Sono molto critico nella mia arte, giu­dico molto tutto quello che vivo ed osservo. Sono un provo­ca­tore, ma solo per chi ha l’occhio fine ed è curioso di andare fino in fondo.

 michele_guidarini1}

Leave a Reply

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi